Breve Storia del Gioiello Contemporaneo

BREVE STORIA DEL GIOIELLO CONTEMPORANEO

di Irene Belfi

 

Che cosa è il Gioiello Contemporaneo?

 

Il Gioiello Contemporaneo è molto più di un semplice accessorio ornamentale, le sue origini risalgono agli anni ’50 ma, nonostante ciò,
rimane ad oggi una disciplina alquanto sconosciuta. E’difficile dare una giusta definizione, lo si può definire un approccio artistico o una pratica
che utilizza tecniche sia tradizionali che innovative per concettualizzare un idea.

Il gioiello contemporaneo non viene categorizzato in base al suo aspetto decorativo o al materiale utilizzato, ma bensì attraverso una serie
di fattori quali il contesto sociale, la ricerca concettuale e l’approccio unico dell’artista. Per darvi un idea migliore di ciò di cui si parla elenchiamo
alcuni artisti che hanno influenzato e costruito questa disciplina.

Dorothea Prühl è nata a Breslau nel 1937, a 19 anni iniziò a studiare arte per poi dedicarsi al gioiello negli anni 70. Fu proprio lei assieme a
Renate Heinze a puntare sul gioiello come pezzo unico, mezzo di espressione e ricerca del materiale. Nel suo lavoro, il gioiello diventa la traduzione
di un idea in forme astratte e spesso ispirate alla natura. I materiali vengono utilizzati senza paura delle imperfezioni e la materia viene spesso
lasciata grezza per rafforzare il suo potere espressivo.

 

 
Dorothea Pruhl – Butterflies – legno
Dorothea Prühl – Three animals – oro, titanio 2002

 

Il gioiello ha un ruolo importante in relazione al corpo e non esisterebbe senza di esso; l’artista Gerd Rothmann fa di questa affermazione
la sua fonte di ispirazione. Le sue creazioni mettono il corpo al centro della sua arte e le impronte diventano gioielli unici e estremamente personali
per cui, solo chi li ha commissionati, può indossarli. Calchi del naso, dell’orecchio, di mani e piedi diventano poetici, scultorei e unici nel loro genere.

 

                            

Gerd Rothmann –  Body Casting                                                      Gerd Rothmann – From him to her, per Mo Stahr, bracciale, oro, 1990

 

Altrettanto affascinato dalla relazione tra corpo e gioiello, è il designer olandese Gijs Bakker (1942, Olanda) che concepisce sculture indossabili  di avanguardia creando un ponte tra il mondo della moda, del design e dell’arte. Gioielli che superano i limiti delle dimensioni standard per diventare
dei veri ‘statement pieces’.

La scelta alquanto futuristica dei materiali, come l’alluminio e il plexiglass, cambiarono le connotazioni di gioiello inteso come oggetto prezioso e costoso in oggetto economico e facilmente riproducibile.

Manfred Bischoff (1947-2015) prende come grande fonte di ispirazione le opere pittoriche di Giotto, Masaccio, e Piero della Francesca. Non a caso i suoi gioielli sono sempre accompagnati
da leggeri acquerelli, scritture e disegni che sono
parte integrante delle sue opere. Utilizza l’oro e il corallo come principali materiali per raccontare le sue storie oniriche, astratte
e piene di personaggi dalle mille personalità. Il suo lavoro, così poetico, è anche conflittuale e sfuggente, divertente e giocoso, arcano, elegante e anche spirituale. Sono piccole sculture che nascondono grandi storie.

Gijs Bakker – Bracciale in alluminio, 1967

 

 

 

Manfred Bischoff – night visitor, oro, pietre, 1998
Manfred Bischoff – Kun, oro, spilla

 

 

Uno sguardo altrettanto ironico e provocatorio è stato dato dall’artista Otto Künzli (1948 Zurigo) che negli ultimi 45 anni ha cambiato le regole,
messo in discussione i materiali e l’estetica tradizionale del gioiello. Uno dei suoi lavori più rappresentativi è stato  “L’oro ti rende cieco”.
Künzli ne parla dicendo: ” Nel 1980, come risultato dei cambiamenti sociali avvenuti dopo la fine degli anni 70, e a causa di alcune esperienze personali,
decisi di smettere di utilizzare l’oro nei miei lavori. Volevo liberarmene nella speranza di rivalutarlo dopo un periodo di astinenza.
Per testimoniare questa avvenimento, ho creato un lavoro per “direi addio all’oro”: un bracciale di

 gomma nera che racchiude un sfera in oro, quasi come se un serpente avesse
digerito un cucciolo di elefante. Era tempo che l’oro tornasse nell’oscurità”.
Questo lavoro, estremamente concettuale, lascia lo spettatore nel dubbio e lo forza ad accettare la presenza di un valore prezioso
ma invisibile all’occhio.

Karl Fritsch (1963, Germania), allievo di Otto Künzli all’accademia di Monaco, sviluppa il suo lavoro interamente sulla creazione di anelli.
Sculture indossabili attentamente pensate ma dall’aspetto grossolano.
Anelli grezzi, ossidati, in cui vengono combinati materiali di alto valore
quali diamanti, rubini e coralli con perle di plastica, vetro e chiodi.
Fritsch rompe gli schemi della definizione di bellezza e crea un linguaggio
innovativo e sorprendente che lascia lo spettatore incuriosito e sconcertato.

 

 

Questa breve introduzione al Gioiello Contemporaneo, descrive un periodo storico molto limitato, citando solo alcuni degli artisti che ne
hanno fatto parte. Nel prossimo articolo parleremo di come il Gioiello Contemporaneo si sia sviluppato in Italia e degli artisti della nuova generazione.

 

Karl Fritsch – so cathcy, silver, stones                                               Karl Fritsch – superbia, silver, stones